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il Sirente
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Nasce quasi per gioco e il risultato è una totale schizofrenia sonora. Concepito come una raccolta di b-sides, come un'antologia di musiche di risulta, appunto, questo disco spazia sia per la quantità degli ospiti pescati in giro a offrire il proprio contributo, sia per i generi che si vanno a toccare (dal dub primitivo, alla techno più noise, al pop deviato, alle schitarrate ingenue con cori pseudo-satanici...). Il marchio OP non è mai stato tanto inafferabile. Noi siamo felici di averlo impresso su questo, ed altri, CDR.
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PRIMOREGISTRAZIONI è una delle mille etichette indipendenti affetta da feticismo per musiche di ricerca espressiva e CDR. Naturalmente non si esclude a priori la possibilità di pubblicare (un bel giorno) CD veri e propri, magari sotto l'egida di una bella co-produzione allargata.
PRIMOREGISTRAZIONI non vuole essere una etichetta di genere, ma intende diffondere tutto ciò che soddisfa i propri gusti.
Tuttavia, PRIMOREGISTRAZIONI tende a musiche liminari e anomiche, musiche che solitamente vengono etichettate come no-wave, noise, industrial, post-punk, power electronics, harsh. Sta di fatto che di queste etichette non ce ne frega molto. L'importante è la musica e quello che ci suggerisce, per dirla in maniera semplice, efficace e abusata.
PER ULTERIORI INFO SULL’ATTIVITÀ DI OBSOLESCENZA PROGRAMMATA:
W www.primoregistrazioni.com
Blog primoregistrazioni.blogspot.com
@ primoregistrazioni@yahoo.it
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Tracklist:
- amianto
- dubbio titolo
- interludico
- oggi come oggi
- storia di un omino
- a ufo
- in capo all'anno (remiscelato da alberoscarso)
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Obsolescenza Programmata
Mu O Dell’Inabissamento
di Antonio Ciarletta (da Ondarock)
…non so se “Risulta” sia nell’intenzione degli autori questa nuova tempesta. Fatto sta che, nonostante venga annunciato come “una raccolta di b-side, come un'antologia di musiche di risulta, appunto”, questo cd-r è il mio preferito della serie. Abbandonate quasi del tutto le sonorità post-industriali dei primi due episodi, “Risulta” propone quel noise sfatto (da risulta) e strafatto di metà anni 90, tra Brice-Glace, Yona-Kit e You Fantastic, corredato poi dall’elettronica degenere di Pan Sonic e dal dub (o qualcosa che vi assomiglia).
In realtà, come dichiarato dai ragazzi nel blog, qui il suono di "Obsolescenza Programmata" si fa più inafferrabile che mai. E’ il trionfo dell’eterodossia, di una musica che si varia di continuo, che devia e svirgola, che scivola via dalla comprensione proprio quando sembra essere finalmente a fuoco.
Tra isteriche ipotesi dub-rumoristiche (“Amianto”, “Dubbio Titolo”), isolazionismi da manicomio criminale (i dieci minuti di “In Capo All’Anno”) e panzer-noise all’acido solforico (“Oggi Come Oggi”, “Slice Of Life”), “Risulta” approfondisce tematiche che i due precedenti lavori avevano in qualche modo solo accennato. Perché qui la musica si fa corpo solido, quasi tangibile; un luogo non luogo dove i ragazzi riescono a coniugare l’elemento fisico e quello psicologico, i mantra subliminali di “Musica Per Esposizione“ e le sonorità intransigenti di “Detrito”.
Obsolescenza Programmata
Mu O Dell’Inabissamento
di Dionisio Capuano (da Blowup, n. 117, febbraio 2008)
"Risulta", formazione a 5, organizza in forma 'dance' scarti e residui di registrazioni. Una lettura ironica del techno dub (Dubbio Titolo e, memorabile, A Ufo), tra Main e il rhythm-noise (Oggi Come Oggi, In Capo all'Anno) e forma-canzone traviata (Storia di un Omino) a la Brusaschetto.
Obsolescenza Programmata
Mu O Dell’Inabissamento
di Sergio Eletto (da Katodik, 31 gennaio 2008)
«”Risulta” è una specie di raccolta di outtakes, mentre “Mu” è un concept sull’inabissamento.»
Sintetico, limpido… netto: si presentano in poche parole, le rispettive anime dei lavori che andremo ad esaminare ora.
“Risulta”, da poco venuto alla luce, è un lavoro piuttosto agile, ancora attraccato all’idea di stendere textures sonoro-emozionali eterogenee. Il succo del cd può riscontrasi subito con l’ascolto delle prime quattro tracce, saldate l’una con l’altra da un unico filo conduttore. Amianto, Dubbio Titolo, Interludico e Oggi come Oggi si presentano un po’ come il Bignami esplicito&definitivo del pensiero Obsolescenza Programmata; in pochi minuti, sciorina nelle orecchie un vasto lotto di timbri, sonorità, ritmi, rumori che nei precedenti works erano studiati con più calma, poggiandosi su tempistiche più dilatate… eteree… infinite.
Questo significa, quindi, che i nostri ragazzi hanno le idee piuttosto chiare sul messaggio da trasmettere all’esterno, e dimostrano di saperlo fare anche con frangenti più ristretti. Per il contenuto, sembra proprio di fare un tuffo ‘storico’ nei meandri del primo periodo Touch: quello degli anni’90, il migliore che la nota label anglofona, specializzata in nuova elettronica, ha passato dalla sua nascita.
Hafler Trio, Pan Sonic, Signal: giusto qualche nome che va ad infrangersi sulle intrinseche peculiarità avvertibili in queste strutture. Va detto che dopo, con le sghembe (a)sincronie elettro (pop) di Storia di un Omino, con la complessità di A Ufo nel miscelare retrovie downtempo, ritmi acustici dal sapore rock e infinite situazioni impro, si arriva davvero soddisfatti alla chiusura più classica, da contenuti ambient-concreti misticheggianti, che In Capo All’Anno pone, facendo emergere in generale un clima esoterico da mantra cibernetico.
Prestate attenzione, poi, alla ghost track; ne varrà la pena, vista la spinta propulsiva a schemi di new wave con chitarre distorte & altre diavolerie.
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